La notte nel cuore,di Nathacha Appanah, Einauidi, 2026

 

La notte nel cuore

Sono passati 35 anni.
Una vita.
Un matrimonio
Due figli
Correre.
Per sentirmi libera
Per fuggire un po’
Scappare da quel giorno, da quel periodo.
Da quella paura che ogni tanto è un batticuore nelle mie notti.
Quell’urlo senza voce.
Il terrore mi rende afona.

Mi è capitato di controllare, recentemente, dopo decenni.
Se fosse vivo o morto.
Se un’altra, se altre, ne fossero state vittime.
Nulla.
Mai sposato
Niente figli.
Il suo hobby, una nuova professione
Scrive, firma le copie dei suoi libri qui e là.
Gode di una certa fama.
Ha il suo pubblico

MM

Mi chiedo quante altre, perché sicuramente ce ne sono state, hanno subito quello che è toccato a me.
Dopo tutti questi anni non provo più nulla.
Nessun dolore
Apparente.
La me di prima, accucciata in un angolo, ad osservare quella stanza in penombra.

Piccola, rannicchiata, sento il rumore del frustino, la sua voce di velluto, nell’orecchio, mentre mi infligge dolore, mi neutralizza nel corpo e nel cuore.
Mille volte mi sono chiesta
Come ho potuto sopportare l’inaccettabile.
Come ho potuto non fare nulla, solo pensare a fuggire, a salvarmi la vita.

Lui è lì a ricevere premi letterari.

Ricordo ancora il suo primo abbozzo di romanzo, Villefranche, un caffè, Françoise Sagan a fare da suggeritrice.
Niente di che.
A me è rimasto l’odore metallico del sangue, ogni tanto lo sento, nelle mie notti da sola.
Avrei dovuto essere più coraggiosa.
E invece mi è sempre rimasto addosso un senso di vergogna.
In fondo me lo sono meritata.
Ed è più semplice chiudere quella porta, una volta di più.

 

E’ più semplice chiudere anche le altre, quelle aperte da allora, un’esistenza scivolata via, gli anni rotolati giù come sassi in un torrente di montagna.

Se penso ai miei 20 anni, quando tutto era ancora intero, ricordo la mia attitudine nei confronti della vita, come se qualsiasi sogno fosse lì, dietro una porta di vetro, ad aspettarmi, bastava aprirla, il sole ad illuminare i paesaggi, colori vividi, luce d’estate.

Immaginavo vite felici, piene d’amore, di amori.

Pensavo di valere e di meritare TUTTO.

Poi però

Ecco quel lasciarsi andare, giù e sempre più giù, nell’ombra.

Quel scegliere sempre, ogni volta, la persona sbagliata

LA PERSONA

In un’età in cui più della metà della vita è ormai trascorsa e i figli stanno uscendo dall’adolescenza, in cui è normale pensare che ormai i giochi siano fatti, ho deciso, di scappare di nuovo, fino all’ultimo repiro, à bout de soufle.

Sono SOLA, oggi.

Perché è tardi, forse decisamente troppo.

Perché non c'è più nulla, là fuori, per me. 

Perché le coppie di una vita resistono, nell’indifferenza, nella totale incomprensione, nell’odio a volte, ma resistono. Perché è ancora così importante mostrarsi in pubblico insieme, in questo 2026.

Perché io

Mi sento diversa

Mi sento unica

MI sento di nuovo di valere, qualcosa.

Una cosa molto piccola, che è lì, dentro di me, non era morta, solo ferita gravemente, il respiro flebile, ma ancora presente.

Non so, non credo, veramente, che ci sia qualcuno disposto a buttare il cuore oltre l’ostacolo,

per me.

Uno che scriva

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale

E ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino. 

Non per me, non per ora, non in questa vita.

Un giorno mia figlia mi ha fatto leggere questa poesia, banale, ma che tocca il cuore.

l’ho appiccicata in bagno, sullo specchio, e alzandomi, la mattina la scorro, anche se la potrei recitare a memoria.

Per ricordare, ricordarmi, come dovrebbe, avrebbe potuto essere.

Ti meriti un amore che ti voglia spettinata,
con tutto e le ragioni che ti fanno alzare in fretta,
con tutto e i demoni che non ti lasciano dormire.
Ti meriti un amore che ti faccia sentire sicura,
in grado di mangiarsi il mondo quando cammina accanto a te,
che senta che i tuoi abbracci sono perfetti per la sua pelle.
Ti meriti un amore che voglia ballare con te,
che trovi il paradiso ogni volta che guarda nei tuoi occhi
e non si stanchi mai di leggere le tue espressioni.
Ti meriti un amore che ti ascolti quando canti,
che ti appoggi quando fai la ridicola,
che rispetti il tuo essere libera,
che ti accompagni nel tuo volo,
che non abbia paura di cadere.
Ti meriti un amore che ti spazzi via le bugie,
che ti porti l’illusione,
il caffè
e la poesia.

Ogni mattina mi ripeto che c’è ancora domani.

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