Le Signore della notte, Carla
Carla ha un bellissimo viso, di una bellezza antica. I tratti regolari, enfatizzati dai capelli ingrigiti prima del tempo, sempre legati. Carla è colta. Ama leggere, come me. Subito mi ha colpito la sua ironia appuntita, il suo sguardo disincantato sulla realtà, fulminei ritratti impietosi delle altre Signore. La sua delicata gentilezza quando alle sei mi chiede una camomilla per poi uscire a fumare le sigarette che si rolla con la velocità e la perizia di chi lo fa da tutta la vita. Carla si muove veloce, con agilità, ma trascina la gamba sinistra, mi ricorda una bambola rotta. Da subito non riesco a non sorriderle quando mi si avvicina la mattina, mi sfiora il braccio, una lieve carezza che mi tocca il cuore. Sei più stanca di noi, mi dice ridendo, non stai in piedi. Brevi scambi di battute nell’assonnata frenesia delle mattine qui, ogni giorno simili, ma sempre diverse. Carla a volte è nervosa, non ama la confusione, impazzisce quando sente le altre urlare. ...