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Non scrivere di me, di Veronica Raimo, Einaudi, 2026

S. ha 35 anni e un brillante futuro alle spalle. S. è vittima di un amore tossico, un'ossessione di cui dopo anni è ancora prigioniera:  un'idea d'amore e dedizione assoluti dai quali è ancora soggiogata. Per questo ha smesso di vivere, ha rinunciato a se stessa, alle proprie ambizioni,  a un amore vero, reale. A un'esistenza in cui esprimere il proprio talento. A uno sguardo sul domani. Per S. tutto si è fermato dentro quella stanza d'albergo dove tanti anni prima LUI l'ha stuprata con inaudita violenza. S. ha conservato tutto di quel pomeriggio, i jeans blu e la maglietta verde smeraldo, la locandina del SUO film con il SUO autografo, e, sopra ogni cosa, la sè viva, lì dentro, in quella stanza. S. fugge da una vita piena di promesse, bloccando i suoi sentimenti, fermando il battito del suo cuore,  cominciando una nuova vita senza vita. Lontano da tutto, tutti, soprattutto da se stessa. Poi un giorno, per caso, scopre che LUI è morto, suicida. A quel punto, sol...

Le Signore della notte, Carla

  Carla ha un bellissimo viso, di una bellezza antica. I tratti regolari, enfatizzati dai capelli ingrigiti prima del tempo, sempre legati. Carla è colta. Ama leggere, come me. Subito mi ha colpito la sua ironia appuntita, il suo sguardo disincantato sulla realtà, fulminei ritratti impietosi delle altre Signore. La sua delicata gentilezza quando alle sei mi chiede una camomilla per poi uscire a fumare le sigarette che si rolla con la velocità e la perizia di chi lo fa da tutta la vita. Carla si muove veloce, con agilità, ma trascina la gamba sinistra, mi ricorda una bambola rotta. Da subito non riesco a non sorriderle quando mi si avvicina la mattina, mi sfiora il braccio, una lieve carezza che mi tocca il cuore. Sei più stanca di noi, mi dice ridendo, non stai in piedi. Brevi scambi di battute nell’assonnata frenesia delle mattine qui, ogni giorno simili, ma sempre diverse. Carla a volte è nervosa, non ama la confusione, impazzisce quando sente le altre urlare. ...

Tanta ancora vita di Viola Ardone, Einaudi 2025

"Questo fanno i bambini alle persone.  Le sincronizzano sul tempo dell'amore" Tanta ancora vita, dice il titolo di questo romanzo. Al centro un triangolo di sentimenti. Ad un vertice, un bambino, motore della storia.  Alle altre estremità, due donne, in apparenza lontanissime, due ombre che per anni si sono sfiorate all'interno della stessa casa e che ad un certo punto si riconoscono e si salvano. Buio e depressione, lontananza e maternità , un figlio che non c'è più, ma anche un bambino che arriva a ridare un senso alle giornate, un nuovo scopo ad un'esistenza che sembrava non averne più.  S ullo sfondo l'orrore di una guerra.  Morte e separazione. E anche una storia di rinascita. Vita, si trascina in una vita in morte: una persona che ha perso tutto, un figlio, un marito col quale per decenni ha avuto un rapporto d'amore, che insieme a lui è stata una famiglia. Irina ha abbandonato i suoi affetti, il suo paese, dimenticato una parte di sè, alla ricer...

Le signore della notte, Paola

  Sono qui. Più serena, finalmente calma. Forse perché in questo posto sono io e non lo sono più. E tutto quello che mi rende triste, mi fa sentire sconfitta è fuori, oltre la cancellata, vicino, ma al tempo stesso molto lontano. Paola ha 62 anni, le unghie colorate, a volte in maniera maldestra, a volte con colori fluo, o disegni, adesivi, professionali. Chiede sempre durante la notte di andare in bagno, a truccarsi, alle orecchie grossi cerchi dorati.  Anni e anni per strada, tra Milano, Pavia, Vigevano. Dice di esser stata in galera…banale furto, mi chiedo? Vorrei domandare, ma non oso.  Sto sempre in punta di piedi, davanti a lei. Dice di aver appena perso il marito, morto da poco, dentro un grande ospedale. Lei l’ha visto qualche settimana dopo, dentro la camera mortuaria, le ciglia, gli occhi congelati, la faccia senza colore. Il suo racconto, seppur in mezzo a mille ripetizioni, è vivido e infinitamente triste. Ed è un lampo, in un cortocircuito mi ritr...

Le Signore della Notte, 29 gennaio 2026

  Le signore della notte Sono le 11. Sono a casa, casa MIA, una casa piena di luci soffuse, tepore, ambienti accoglienti, profumo di biscotti, grazie a mia figlia in casa c’è spesso profumo di biscotti. Mi preparo, la mia tisana bollente da mettere nel thermos, il mio sacco a pelo, un pile, spazzolino, dentifricio, una crema, un cambio di lenti a contatto, dovessero appiccicarmisi quelle che sto indossando. Aspetto. Ancora qualche minuto. Guardo fuori, annusando il buio e il freddo che fa, questa notte, come tante altre. Sono le 11 e 20. Esco. Mi copro bene: guanti, piumino pesante-pesante. Salgo in ascensore, sono fuori, recupero il motorino. Metto casco, guanti, e via. Via a destra, prima circonvallazione, qualche chilometro, rotonda, seconda circonvallazione, semafori. Sono fuori, sottopasso, inversione a U, destra, una luce in lontananza, un campanello. Suono e si apre la porta automatica. Entro e parcheggio, con calma e con fatica, il freddo nelle...

La figlia unica di Guadalupe Nettel, La Nuova Frontiera

Una storia di donne. Grandi, ciascuna a modo suo. Ognuna di fronte alla vita e alle grandi scelte, le grandi questioni. Essere donna, l’idea di maternità. La ricerca di un figlio.  Il rifiuto di obbedire all’idea imposta di una realizzazione femminile sono attraverso il diventare madre. Due giovani donne si incontrano a Parigi, diventano grandi amiche. Progettano il loro futuro, sono simili, vicine. Ritornano nel loro paese d’origine, sullo sfondo una realtà di violenza e quotidiani femminicidi. L’orologio biologico ticchetta e Alina e Laura fanno scelte agli antipodi. L’una insegue l’idea di diventare madre a tutti i costi, l’altra sceglie consapevolmente di non esserlo mai. Ma poi la vita spariglia le carte. Laura si scopre materna avvicinandosi ad un bambino traumatizzato da un padre violento. Alina affronta il dramma di una gravidanza in cui la bimba che porta in grembo probabilmente non vivrà, portatrice di una anomalia genetica incompatibile con la vita. Ma in questo racconto...

Il quinto figlio, Doris Lessing, Feltrinelli 1988

Un romanzo breve questo, che si legge d'un fiato, da cui è impossibile staccarsi. E' come trovarsi nel buio di una sala davanti alle sequenze di un film: la prima parte è a colori, quelli vividi dei lungometraggi anni 60.  Una coppia felice, lo stesso sogno, un progetto di vita in un momento in cui tutto sembra possibile, all'interno e al di fuori della coppia: "FELICITA', una famiglia felice, molti bambini...anche quattro o cinque o sei".   E poi un'esistenza idilliaca in una grande casa vittoriana dove quei bambini si rincorrono gioiosi nel parco.  Tutto sembra essere perfetto nella vita di Harriet e David. Ma improvvisamente ecco che la scena cambia, e il film diventa in bianco e nero: sembra che la pellicola sia un'altra, un noir dall'atmosfera inquietante, pieno di oscuri presagi e incessanti vibrazioni negative. Perchè nella vita, in un soffio, TUTTO può cambiare: «Sul suo viso vide esattamente quello che si aspettava: uno sguardo fisso e cup...