Le Signore della notte, Natalia
Natalia ha 23 anni, è orfana. Viene da Charkiv in Ucraina. Ha deciso di lasciare i parenti e i fratelli per sfuggire all’orrore della guerra che al confine con la Russia colpisce duro e uccide ormai da più di quattro anni. L’ho conosciuta una settimana fa, seduta nella poltrona che c’è subito fuori la sala. Era in lacrime perché pensava l’avessero assegnata ad uno studentato, ad un ostello e invece si è ritrovata in mezzo a tante altre donne, nessuna privacy, nessuna certezza, solo quella di poter passare la notte al caldo, al riparo dalle intemperie e soprattutto dalla brutalità di una città. E quando mi mostra le cicatrici di tagli sulle braccia mi viene da pensare che forse se le sia autoinflitte, un modo per liberare tutto il dolore che ha dentro sentendo dolore, lasciando uscire in questo modo perverso e atroce tutto il disagio, la paura di cadere da quella corda tesa sull’abisso sulla quale è un attimo perdere l’equilibrio. Mi racconta tutta una serie di episodi viole...